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Tradizioni e leggende di Bormio

Le radici della cultura e delle tradizioni di Bormio e delle valli che formano il comprensorio dell’Alta Valtellina, sin dall’antichita’ denominata "La Magnifica Terra", affondano profonde in un substrato formato da secoli di lavoro e di sudore di popoli diversi e con diverse estrazioni, anche religiose sicuramente pre-cristiane.

Le festività religiose
Le festivita’ religiose e pagane erano fin dall’antichita’ uno dei pochi sfoghi alla dura vita quotidiana di una popolazione legata alla pastorizia e all’agricoltura, regolata da condizioni climatiche durissime. Alcune di queste feste tradizionali, seppur modificate nel corso dei secoli, sono giunte sino ai nostri giorni.

Tra di queste la famosa e rinomata sfilata dei Pasquali, carri allegorici a tema religioso e sociale, che percorre le vie cittadine nella giornata di Pasqua    

A Natale, invece, un presepe vivente itinerante ravviva le vie del centro storico, alla riscooperta di antichi mestieri: il fornaio, il ciabattino, il costruttore di gerli o quello di funi, il falegname, le lavandaie alla fontana, il fabbro, il boscaiolo, e cosi’ via.

Le feste pagane
Negli ultimi anni sono state inoltre riportate alla ribalta vecchie tradizioni, quali l’elezione del Podesta’ dei Matti e la sfilata della gioventu’ del paese, legate ad un periodo che gia’ anticamente per Bormio era sinonimo di festa: il Carnevale.

A segnare la fine dell’inverno il 31 Gennaio è il chiasso dei bambini di Bormio con il "L’é fòra Geneiron!".

Nel mese di febbraio si svolge invece il Palio delle Contrade, che ha ormai piu’ di 40 anni, e scatena una competizione sportiva e goliardica tra i reparti di Bormio che si cimentano in notturna in gare di sci alpino e di fondo tra le vie del paese.

Al termine della stagione invernale, solitamente verso la fine di Aprile, a Bormio 2000 si tiene la manifestazione goliardica "La pozza di Matt", una giornata in cui centinaia di persone si lanciano sugli sci o su improbabili altri mezzi di discesa lungo le piste di Bormio con il solo intendo di sorpassare la pozza d’acqua posta al termine della discesa senza finire dentro alle sue acque gelide.

Inoltre le Bormiadi, ormai entrate a pieno titolo nelle tradizioni: per tutto il mese di ottobre squadre di sportivi di tutta l’Alta Valtellina, si confrontano in goliardiche competizioni su tutti gli sport possibili ed immaginabili.

A Valdisotto alla fine del mese di luglio si tiene invece la Sagra del Pradeir, dedicata allo sfalcio dell’erba, un appuntamento che si tramanda da secoli nella valle.

Le fiabe tradizionali della Valtellina
Non solo Stregoni e Streghe, ma anche Maghet dispettosi – amici e quasi servitori di queste ultime – che popolano i boschi, si nascondono dietro gli alberi, fanno ruotare sassi a valle e si trasformano in animali selvatici e domestici per imbrogliare i malcapitati, oppure pericolosi Konfina’, anime dannate confinate negli ultimi anfratti delle piu’ alte montagne e delle piu’ aspre valli, condannate a picchiare sulle rocce – per romperle inutilmente – con pesanti mazze di ferro che vengono loro cambiate ogni sette anni: le tradizionali figure mitologiche della montagna ritornano nelle fiabe tradizionali della Valtellina.

In questo contesto vengono qui presentate alcune fiabe che riguardano questa "Magnifica Terra", moderne ma scritte con sensibilita’ e profonda conoscenza della sua intensa e ricca storia.
Ad ogni fiaba e’ associata una relazione storica inerente il racconto e la trascrizione integrale di alcuni documenti archivistici atti ad esaudire la curiosita’ di chiunque avesse il piacere di entrare nella "vera storia"

Il sole riconoscente
La signora di San Gallo
La tavolozza della natura
Un bambino di terra
La giusta piazza