Le torri di Bormio

Bormio nel medioevo era una cittadina ricca, cinta da possenti mura, all’interno delle quali facevano capolino una trentina di possenti ed alte torri, proprietà delle ricche famiglie della città, che con le torri dimostravano la propria potenza.

La città infatti, nel periodo che si estende dal primo medioevo, fino al ‘400, grazie alla propria posizione di crocevia nella strada di passaggio verso il nord europa, riuscì a sfruttare i ricchi guadagnio che la sua posizione permetteva e l’autonomia ad essa concessa per arricchirsi ed abbellirsi di palazzi, chiese e torri.

La torre più celebre di Bormio ancor oggi in piedi è la cosiddetta torre degli Alberti, di 24 metri di altezza, affacciata su via Roma, risalente al 1200, e che vide passare e soggiornare tra le proprie mura personaggi storici di grande importanza, quali Ludovico il Moro.

Le mura che cingevano Bormio furono con molta probabilità demolice dagli Spagnoli nel 1600 quando si spinsero fin qui e vi stabilirono un proprio forte ( nella parte ovest di Bormio ).
Molte delle torri di Bormio subirono in quel periodo la medesima sorte delle mura, e furono abbattute.
Dopo l’abbandono degli spagnoli se ne contavano ancora in piedi circa una ventina.
 

 Testo tratto dal Volume "Guida di Bormio", Alpinia Editrice Bormio.

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